Dott.ssa Valentina Butta – biologa nutrizionista

Tutti i giovedì è presente in studio, su appuntamento, la Dr.ssa Valentina Butta, biologa nutrizionista.

 

Valentina Butta è nata a Lecco il 29 giugno 1986. Nel 2005 ha conseguito il Diploma di Maturità Scientifica presso il Collegio A. Volta di Lecco.

 

Nel 2011 ha conseguito la Laurea Magistrale in Biotecnologie Mediche a pieni voti presso l’Università degli Studi di Milano- Bicocca e nello stesso anno viene ammessa con una borsa di studio al programma triennale di Dottorato di Ricerca in Neuroscienze presso il laboratorio di Genetica Medica. Nei tre anni successivi ha svolto attività di ricerca medica in campo oncologico studiando l’effetto antineoplastico di diversi farmaci su cellule staminali tumorali da glioblastoma multiforme. Consegue il titolo di Dottore di Ricerca in Neuroscienze a Novembre 2014. Il lavoro di questi anni sfocia in una serie di pubblicazioni:

 

Resveratrol Impairs Glioma Stem Cells Proliferation and Motility by Modulating the Wnt Signaling Pathway. PLoS One. 2017 Jan 12;12(1):e0169854. doi: 10.1371/journal.pone.0169854. eCollection 2017.

 

Pioglitazone Effect on Glioma Stem Cell Lines: Really a Promising Drug Therapy for Glioblastoma?

PPAR Res. 2016;2016:7175067. doi: 10.1155/2016/7175067. Epub 2016 May 25.

 

Epigenetic targeting of glioma stem cells: Short-term and long-term treatments with valproic acid modulate DNA methylation and differentiation behavior, but not temozolomide sensitivity.

Oncol Rep. 2016 May;35(5):2811-24. doi: 10.3892/or.2016.4665. Epub 2016 Mar 9.

 

DNA Methylation Changes during In Vitro Propagation of Human Mesenchymal Stem Cells: Implications for Their Genomic Stability?

Stem Cells Int. 2013;2013:192425. doi: 10.1155/2013/192425. Epub 2013 Oct 30. Review.

 

Delineating the cytogenomic and epigenomic landscapes of glioma stem cell lines.

PLoS One. 2013;8(2):e57462. doi: 10.1371/journal.pone.0057462. Epub 2013 Feb 28

 

 

Nel 2013 supera l’esame di stato per l’abilitazione all’ esercizio della professione di Biologo e intraprende un periodo di formazione in campo nutrizionale. Nel 2016 è Tirocinante presso lo studio del Dott. Aronne Romano, Medico Nutrizionista di fama nazionale, e nel 2017 consegue il titolo di Matser di II livello in Nutrizione Umana presso l‘Università degli Studi di Pavia.

 

 

Attualmente svolge la libera professione come Biologa Nutrizionista in studi privati a Lecco ed è consulente per alcuni asili nido dell’interland milanese. Le visite nutrizionali porgono particolare attenzione all’educazione alimentare del paziente così da apprendere le basi per un corretto stile di vita e di alimentazione. Il paziente acquisirà così una buona consapevolezza alimentare, punto di partenza per prevenire lo stato di infiammmazione e, quando necessario, per dimagrire. Tutto questo è possibile poichè i macronutrienti degli alimenti (proteine, carboidrati e grassi) possono determinare risposte ormonali molto potenti e, quando sono correttamente bilanciati tra loro, determinano un equilibrio che permette di favorire il benessere di oggi e del futuro.

 

STUDI SCIENTIFICI E DIETA ZONA

 

PERDITA DI PESO

Le diete ipocaloriche comportano tutte una riduzione del peso corporeo, ma vi sono differenze sostanziali nei confronti della tipologia della perdita. Per esempio, non si hanno benefici per la salute nel caso di disidratazione (come avviene nelle diete chetogeniche) o di cannibalizzazione dei  muscoli e delle strutture di organi interni (come per le diete a basso contenuto proteico). Si hanno effetti benefici solo quando la fonte della perdita del peso è il grasso corporeo accumulato. In questo caso la dieta Zona ha dimostrato di essere superiore a tutte le altre nel bruciare più rapidamente il grasso (1-4).  È stato dimostrato che se una persona ha un’iniziale elevata risposta all’insulina sullo stimolo del glucosio, con la dieta Zona si ha un’efficacia superiore nella perdita di peso (5,6).  Un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine sottolinea che una dieta con una composizione simile alla Zona è migliore di altre nella prevenzione del ripristino del peso perso (7).  Questo è probabilmente causato da un aumento della sazietà indotto dalla dieta Zona rispetto ad altre diete (1,8,9).

RIDUZIONE DELL’INFIAMMAZIONE CELLULARE

In letteratura scientifica vi è un totale accordo nell’affermare che la dieta Zona è efficace nel ridurre l’infiammazione cellulare (10-12).  Dal momento che l’infiammazione cellulare è la forza trainante per sviluppare patologie croniche, allora questo dovrebbe essere l’obiettivo principale di ogni dieta.

PATOLOGIE CARDIACHE

È paradossale che la dieta Ornish  sia ancora considerata una delle migliori diete per le patologie cardiache, quando i dati pubblicati indicano che il doppio delle persone hanno avuto attacchi cardiaci fatali con la dieta Ornish in confronto con diete di controllo (13). Questo è sicuramente il caso di non farsi confondere dai fatti. D’altra parte, le diete con lo stesso equilibrio tra carboidrati, proteine e grassi come la Zona hanno dimostrato di essere più vantaggiose nel ridurre i rischi cardiovascolari, compresi i valori di colesterolo e dell’insulina (14,15).

DIABETE

La prima pubblicazione che confermava i benefici della dieta Zona nel trattamento del diabete fu pubblicata 1998 (16). Da allora sono apparsi in letteratura numerosi studi che hanno mostrato la superiorità nella composizione della dieta Zona nel ridurre i valori della glicemia (17-20). Nel 2005, il Joslin Diabetes Research Center dell’Harvard Medical School proponeva le sue nuove linee guida nutrizionali per il trattamento dell’obesità e del diabete; queste linee guida erano essenzialmente identiche alle regole della Zona. Gli studi condotti dal Joslin Diabetes Research Center seguendo quelle linee guida confermarono l’efficacia della Zona nel ridurre i fattori di rischio per il diabete (21). Se la dieta Zona non è raccomandata per i diabetici, allora lo si dovrebbe contestare ad Harvard.

FACILE DA METTERE IN PRATICA

La dieta Zona necessita semplicemente di equilibrare un terzo del vostro piatto con proteine magre e gli altri due terzi con verdure e poi di aggiungere una porzione di frutta (cioè carboidrati colorati). Alla verdura si aggiunge una spruzzata (quindi una piccolo quantità) di grassi monoinsaturi salutari per il cuore. La dieta Zona si può rappresentare graficamente con una curva a campana rovesciata per evidenziare l’equilibrato rapporto di proteine a basso contenuto di grassi e di carboidrati a basso indice glicemico e non con particolari numeri magici.  Se voi bilanciate il piatto come descritto nella frase precedente usando come misura la vostra mano con il metodo a occhio, otterrete circa il  40 per cento delle calorie come carboidrati, il 30 per cento delle calorie come proteine e il 30 per cento delle calorie come grassi. È stato, inoltre, evidenziato in un recente studio dell’Università di Stanford, che la dieta Zona apporta una maggiore quantità di micronutrienti in base a un programma dietetico ipocalorico rispetto a qualsiasi altra dieta (22).  Alla fine tutte le teorie nutrizionali devono essere analizzate e messe a dura prova dalle sperimentazioni per determinare la loro validità.

 

  • Adeguatezza in macro e micro-nutrienti: 25, 22
  • Dimagrimento: 1, 2,  3,  5,  24, 23
  • Glicemia: 18, 2,   19,
  • Infiammazione: 10, 12,
  • Insulinemia: 15, 2,   10,
  • Ipertensione: 23,
  • Lipidi ematici: 14, 15,  2,  3, 12
  • Sazietà: 8, 9,
  • Stabilità dei risultati nel tempo: 4,

 

BIBLIOGRAFIA

  1. Skov AR, Toubro S, Ronn B, Holm L, and Astrup A. “Randomized trial on protein vs carbohydrate in ad libitum fat reduced diet for the treatment of obesity.” Int J Obes Relat Metab Disord 23: 528-536 (1999)
  2. Layman DK, Boileau RA, Erickson DJ, Painter JE, Shiue H, Sather C, and Christou DD. “A reduced ratio of dietary carbohydrate to protein improves body composition and blood lipid profiles during weight loss in adult women.” J Nutr 133: 411-417 (2003)
  3. Fontani G, Corradeschi F, Felici A, Alfatti F, Bugarini R, Fiaschi AI, Cerretani D, Montorfano G, Rizzo AM, and Berra B. “Blood profiles, body fat and mood state in healthy subjects on different diets supplemented with omega-3 polyunsaturated fatty acids.” Eur J Clin Invest 35: 499-507 (2005)
  4. Layman DK, Evans EM, Erickson D, Seyler J, Weber J, Bagshaw D, Griel A, Psota T, and Kris-Etherton P. “A moderate-protein diet produces sustained weight loss and long-term changes in body composition and blood lipids in obese adults.” J Nutr 139: 514-521 (2009)
  5. Ebbeling CB, Leidig MM, Feldman HA, Lovesky MM, and Ludwig DS. “Effects of a low-glycemic-load vs low-fat diet in obese young adults: a randomized trial.” JAMA 297: 2092-2102 (2007)
  6. Pittas AG, Das SK, Hajduk CL, Golden J, Saltzman E, Stark PC, Greenberg AS, and Roberts SB. “A low-glycemic-load diet facilitates greater weight loss in overweight adults with high insulin secretion but not in overweight adults with low insulin secretion in the CALERIE Trial.” Diabetes Care 28: 2939-2941 (2005)
  7. Larsen TM, Dalskov SM, van Baak M, Jebb SA, Papadaki A, Pfeiffer AF, Martinez JA, Handjieva-Darlenska T, Kunesova M, Pihlsgard M, Stender S, Holst C, Saris WH, and Astrup A. “Diets with high or low protein content and glycemic index for weight-loss maintenance.” N Engl J Med 363: 2102-2113 (2010)
  8. Ludwig DS, Majzoub JA, Al-Zahrani A, Dallal GE, Blanco I, Roberts SB, Agus MS, Swain JF, Larson CL, and Eckert EA. “Dietary high-glycemic-index foods, overeating, and obesity.” Pediatrics 103: E26 (1999)
  9. Agus MS, Swain JF, Larson CL, Eckert EA, and Ludwig DS. “Dietary composition and physiologic adaptations to energy restriction.” Am J Clin Nutr 71: 901-907 (2000)
  10. Pereira MA, Swain J, Goldfine AB, Rifai N, and Ludwig DS. “Effects of a low-glycemic-load diet on resting energy expenditure and heart disease risk factors during weight loss.” JAMA 292: 2482-2490 (2004)
  11. Pittas AG, Roberts SB, Das SK, Gilhooly CH, Saltzman E, Golden J, Stark PC, and Greenberg AS. “The effects of the dietary glycemic load on type 2 diabetes risk factors during weight loss.” Obesity 14: 2200-2209 (2006)
  12. Johnston CS, Tjonn SL, Swan PD, White A, Hutchins H, and Sears B. “Ketogenic low-carbohydrate diets have no metabolic advantage over nonketogenic low-carbohydrate diets.” Am J Clin Nutr 83: 1055-1061 (2006)
  13. Ornish D, Scherwitz LW, Billings JH, Brown SE, Gould KL, Merritt TA, Sparler S, Armstrong WT, Ports TA, Kirkeeide RL, Hogeboom C, and Brand RJ, “Intensive lifestyle changes for reversal of coronary heart disease.” JAMA 280: 2001-2007 (1998)
  14. Wolfe BM and Piche LA. “Replacement of carbohydrate by protein in a conventional-fat diet reduces cholesterol and triglyceride concentrations in healthy normolipidemic subjects.” Clin Invest Med 22: 140-1488 (1999)
  15. Dumesnil JG, Turgeon J, Tremblay A, Poirier P, Gilbert M, Gagnon L, St-Pierre S, Garneau C, Lemieux I, Pascot A, Bergeron J, and Despres JP. “Effect of a low-glycaemic index, low-fat, high-protein diet on the atherogenic metabolic risk profile of abdominally obese men.” Br J Nutr 86:557-568 (2001)
  16. Markovic TP, Campbell LV, Balasubramanian S, Jenkins AB, Fleury AC, Simons LA, and Chisholm DJ. “Beneficial effect on average lipid levels from energy restriction and fat loss in obese individuals with or without type 2 diabetes.” Diabetes Care 21: 695-700 (1998)
  17. Layman DK, Shiue H, Sather C, Erickson DJ, and Baum J. “Increased dietary protein modifies glucose and insulin homeostasis in adult women during weight loss.” J Nutr 133: 405-410 (2003)
  18. Gannon MC, Nuttall FQ, Saeed A, Jordan K, and Hoover H. “An increase in dietary protein improves the blood glucose response in persons with type 2 diabetes.” Am J Clin Nutr 78: 734-741 (2003)
  19. Nuttall FQ, Gannon MC, Saeed A, Jordan K, and Hoover H. “The metabolic response of subjects with type 2 diabetes to a high-protein, weight-maintenance diet.” J Clin Endocrinol Metab 2003 88: 3577-3583 (2003)
  20. Gannon MC and Nuttall FQ. “Control of blood glucose in type 2 diabetes without weight loss by modification of diet composition.” Nutr Metab (Lond) 3: 16 (2006)
  21. Hamdy O and Carver C. “The Why WAIT program: improving clinical outcomes through weight management in type 2 diabetes.” Curr Diab Rep 8: 413-420 (2008)
  22. Gardner CD, Kim S, Bersamin A, Dopler-Nelson M, Otten J, Oelrich B, and Cherin R. “Micronutrient quality of weight-loss diets that focus on macronutrients: results from the A TO Z study.” Am J Clin Nutr 92: 304-312 (2010)
  23. Te Morenga LA, Levers MT, Williams SM, Brown RC, Mann J. “Comparison of high protein and high fiber weight-loss diets in women with risk factors for the metabolic syndrome: a randomized trial.” Nutr J. Apr 28;10:40. (2011)
  24. Wycherley TP, Noakes M, Clifton PM, Cleanthous X, Keogh JB, Brinkworth GD. “A High Protein Diet With Resistance Exercise Training Improves Weight Loss And Body Composition In Overweight And Obese Patients With Type 2 Diabetes.” Diabetes CareFeb 11. [Epub ahead of print] . (2010)
  25. Russell J de Souza, Janis F Swain, Lawrence J Appel, and Frank M Sacks. “Alternatives for macronutrient intake and chronic disease: a comparison of the OmniHeart diets with popular diets and with dietary recommendations.” Am J Clin Nutr;88:1–11. (2008)