“Bravi Italiani!” Il Regio Esercito contro l’Olocausto

Perché recensire un libro da parte un medico?

Credo che il nostro operare non possa essere esclusivamente l’analisi di sintomi, la prescrizione di esami, l’intervento terapeutico. Guardare negli occhi, ascoltare e magari riascoltare la storia di un paziente, della sua famiglia, della loro vita ci fa entrare nella sofferenza umana e rende spettatori e, a volte, compartecipi noi sanitari. Partecipiamo cioè non tanto della condivisione della sofferenza ma, attraverso la comprensione di essa, ci possono essere chiari anche i meccanismi più profondi che danno origine a comportamenti errati e magari anche pericolosi. In tutto ciò non possiamo mirare a sostituirci ad altre figure professionali, psicologi, psicoanalisti o altre, ma sicuramente la condivisione di questi vissuti con noi medici renderà più facile la via dell’approccio psicoterapeutico a tali problemi, ove utile.

Il libro che propongo si intitola “Bravi Italiani!” Il Regio Esercito contro l’Olocausto. Autore Zeev Milo. E’ parte di una collana : Opinioni Nuove Notizie, collana di studi e documenti, diretta da Sandro Gherro per i tipi del Centro di studi sociali coop.r.l. “Alberto Cavalletto” Editore.

Zeev Milo, ebreo, nasce a Zagabria nel 1922. Nel 1941 quando le forze dell’Asse invasero la Jugoslavia, Zeev Milo si chiamava ancora Vladimir Muller; apparteneva ad una famiglia benestante, proprietaria di un mulino e attiva nel commercio delle farine. Il libro è uno dei rari casi di memorie personali di ebrei croati che hanno avuto salva la vita grazie alla protezione loro accordata dall’Esercito italiano. Vengono inoltre descritti e ricostruiti con precisione storiografica gli scontri tra diplomatici italiani e tedeschi, i rapporti tra i vertici della Seconda Armata e il Ministero degli Esteri, tra le autorità civili e militari riguardo al salvataggio degli ebrei dalla deportazione in Polonia – campi di sterminio – .

C’è tutta la sofferenza umana in questa vicenda, tutto il coraggio di resistere, la paura, il senso di precarietà della vita ogni giorno incerta, i tradimenti, la viltà, la meschinità, la cattiveria ma anche il coraggio di tanti nel tentare, rischiando la vita, di salvare la vita stessa a quegli ebrei, c’è l’incredibile destino di genti che vengono da secoli perseguitate  e sono soggette a continui pogrom, quasi non fossimo tutti uomini e donne uguali.

Sono un uomo, un padre, un nonno, un medico e non posso pensare che ci siano uomini così diversi da me da dover essere perseguitati fino a procurare loro la morte per eliminazione. Entro, attraverso questo libro, nel pathos dei popoli oppressi, non solo gli ebrei e mi metto al servizio della loro fatica di essere uomini, della sofferenza che subiscono, della umiliazione che li attanaglia attraverso la comprensione, l’ascolto, l’aiuto. Così, allo stesso modo, rendo pubblico questo breve libro affinché molti possano leggere, magari non condividere tutto, ma capire che la sofferenza ci rende solidali, uniti e più forti, se la sappiamo cogliere.

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